Immagina, puoi

Cazzo guardi dallo schermo del tablet o del notebook? Il meccanico, la cuoca, il tu’ nipote grullo che gioca a fifa 12? E perché questo dovrebbe invogliarmi a fare l’abbonamento con te, senza sapere la velocità che mi proponi, la banda minima garantita. Io lo so, ma se dovessi acquistare il tuo servizio basandomi dalla pubblicità, saprei solo che potrei vedere gente in full screen e in HD, postprodotti digitalmente.

La befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte.

Al padiglione si accede tramite un ascensore lungo e stretto, di quelli che possono ospitare anche una barella. E’ ridotto maluccio, sporco come solo gli ascensori dell’ospedale sanno essere. Sulla targhetta di servizio c’è scritto

SBORRATA Massima 480 Kg

ottenuta grazie ad un pennarello nero, aggiungendo una S all’inizio, un emiciclo nella parte inferiore della prima lettera P e un ritocco della prima T in R (il trattino a sinistra non è stato cancellato, ma sembra, almeno ad una prima occhiata, una R), della parola PORTATA. Il piano è il secondo, raggiunto sferragliando e guardando per terra per non incrociare altre facce sconvolte che abitano quello spazio per i 30 secondi necessari all’ascesa. La befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte. Le porte si aprono e sento L’addetto delle pulizie del cesso dell’ospedale, camice sgualcito e scarpe fasciate dal polipropilene celeste, quello che ti danno nelle piscine quando hai scordato i ciabattoni e vuoi camminare a bordo vasca, che canta in maniera stonata, forse per scacciare la noia di quella corvèe, o forse per allontanare la tristezza dell’atto di pulire un cesso del reparto di oncologia dell’ospedale.

Ciao, sono io -la voce rotta, tremante – ieri hanno sedato la mamma, è meglio che vieni qua. E’ precipitata da quando l’hai vista tu domenica. Fai presto, c’è poco tempo.

Sono le 14. Pistoia – Venezia, 3 ore, poi il ferry boat, poi il battello. E’ il 5 gennaio, la befana verrà la notte, con le scarpe tutte rotte. Corridoio, stanza 8, appena girato l’angolo, due stanze più sotto. La dottoressa esce dalla stanza con due infermiere.

Mi dispiace, 5 minuti fa.

La befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte.

+Antonangelo De Martini

Ciao mamma

25/11/1951 – 05/01/2012

Si comincia sempre così

Con un riaggiustamento al CSS. Ho ingradito il corpo del font dei post a 1.2em, rimosso la mia immaginina che fa cucù sull’header e impostato il colore di sfondo beigino.

Insomma ancora più minimalista e fortemente ispirato ai tool di leggibilità – vedi readability, read laterKlip.me e viewtext.org – che da tempo hanno rivoluzionato il mio modo di leggere l’internet.

A presto i contenuti, speriamo 🙂

Sarà un nuovo anno brillante

Sì, perché questo posto ormai negletto ed abbandonato ricomincerà con il nuovo anno a popolarsi di contenuti.
Non credo che con l’anno nuovo rinascerò e mi ritroverò più ispirato per riempire queste pagine di contenuti memorabili. Ma chi se ne frega.

Ho un blog, è mio, e fissare le esperienze in questo luogo è una cosa che nessuno mi potrà mai impedire di fare.

Oh, tranquilli, i post saranno sempre delle tecnicaglie nerdiche all’ultimo stadio.

Amazon Route 53, non ci sono più scuse per non usarlo

Amazon ha annunciato la riduzione dei prezzi del suo servizio di DNS Route 53.

Dal 1 Ottobre 2011 il servizio costerà 0.50$ al mese per le prime 25 zone e 0.10$ per le zone oltre 25. Il traffico sarà fatturato nella misura di 0.50$ per milione di query per il primo miliardo di query e 0.25$ per le query eccedenti il primo miliardo. E’ inutile dire che questa è una notizia straordinaria che mette definitivamente fuori mercato principalmente il maggior fornitore di hosted Dns, ossia Dyn.com.

Se infatti volessimo avere un servizio paragonabile a quello di Amazon Route 53 da Dyn.com dovremmo rivolgerci al servizio DynECT Managed DNS con costi a partire da 30$/mese per 10 managed zones, ben 25$ più caro di Amazon.

Lo scoglio per l’uso di Amazon Route53 però è la sua difficoltà di setup. In attesa che Amazon integri anche Route53 nella sua management console, per gestire le zone e i record dovremmo affidarci ad un set di perl script e file xml di configurazione.

Dovremmo perché in realtà, grazie alle API di Route53, possiamo usare il meraviglioso Interstate 53 che ci permette di gestire le nostre zone tramite una facile ed intuitiva interfaccia web. Interstate 53 control panel

Il servizio di Interstate53 è gratuito anche se una donazione a chi ha pensato questo meraviglioso tool è direi quanto meno obbligata.

Rimane ora la questione più importante: perché usare un servizio DNS quando il nostro registrar di solito ne fornisce uno e di solito sempre compreso nel prezzo? La risposta è semplice: affidabilità. Il DNS è il vero cuore della rete.

Senza DNS i siti diventano irraggiungibili;  con un DNS oberato di richieste il nostro sito web rallenta, non riesce ad essere contattato dai nostri visitatori. Un server DNS distribuito e scalabile come quello di Amazon Route53 permette di avere sempre la minor latenza in qualsiasi zona del pianeta e in qualsiasi condizione di traffico.

Insomma una vera e propria infrastuttura da big player internet alla portata di tutte le tasche.

Installare windows server 2008 r2 bios locked in vmware esxi 4.1

Un breve tip che penso possa aiutare chi sta cercando di installare windows server 2008 r2 bios locked su virtual machine gestita da vmware esxi 4.1.

I media di installazione bios locked sono dei supporti forniti dal produttore hardware che impediscono l’installazione su altre macchine, facendo un controllo sul bios della macchina.

Ovviamente se cercheremo di installare il sistema operativo mediante uno di questi media su una macchina virtuale, l’installazione fallirà informando che l’installazione è possibile solo su hardware di $produttore_hardware.

Un rimedio potrebbe essere quello di usare un media non OEM per l’installazione e poi usare il codice prodotto allegato ai DVD del produttore, ma con vmware esxi è possibile usare un metodo più elegante.

E’ possibile in vmware esxi infatti copiare l’identificativo del bios dell’host fisico su quello della macchina virtuale.
Per configurare una macchina virtuale con questi parametri è sufficiente inserire la seguente stringa alla fine del file .vmx

SMBIOS.reflectHost = “TRUE”

Possiamo farlo o tramite la console di esxi con vi o tramite vsphere client stesso, accedendo alle configurazioni avanzate della macchina virtuale.

Come rendere sicuro windows 7?

windows 7 logo

 

Stamattina ho letto un post di Scott Lowe su Windows 7.

Lo traduco qui sotto per i non anglofoni:

Il portatile di mio figlio con Windows 7 è stato recentemente infettato da un malware (adware/spyware).

Per vostra informazione, ho cercato di seguire le migliori pratiche comunemente accettate per prevenire questa sorta di accadimenti.

  • Mio figlio usa Mozilla Firefox ( non Internet Explorer) con tutti gli aggiornamenti installati
  • Mantengo Windows 7 aggiornato con tutti gli updates da Microsoft
  • Mio figlio usa un account non amministrativo e non conosce le credenziali di amministratore
  • Il firewall di Windows 7 è attivato e configurato in maniera restrittiva.
  • La connessione alla rete è mediata tramite un proxy con un set di regole per il filtraggio dei contenuti, quindi posso supporre ragionevolmente che non abbia potuto visitare siti molesti. Ovviamente il filtraggio dei contenuti non è mai perfetto ed è sempre soggetto ad un costante aggiornamento, ma è sicuramente meglio che nulla.
  • La rete è protetta da un firewall hardware (non una semplice NAT, ma un vero e proprio stateful firewall) che reindirizza in maniera trasparente tutto il traffico web attraverso un proxy ( in maniera che egli non possa aggirarlo)
  • Ho installato Microsoft Security Essential sul suo laptop per proteggerlo da malware, adware etc. Sempre aggiornato.

Ora, nonostante tutti questi livelli di protezione, ho scoperto che il portatile di mio figlio è stato infettato con un malware.

Quindi chiedo, in tutta serietà – nel senso che non sto cercando di scatenare un flame su come Mac OS X o Linux siano meglio di Windows o vice-versa – che cosa bisogna fare per proteggere Windows contro i virus?

Intendo, che cosa diavolo ci vuole?

Mi sembra di aver preso misure abbastanza severe per proteggere Windows e ciononostante si è infettato lo stesso.

In che cosa ho sbagliato?

 

Non c’è niente di sbagliato nelle contromisure che ha preso Scott, anzi, credo che poche persone abbiano approntato un set di protezioni simili.

L’unica risposta che mi viene da dare è che il buon Scott non abbia preso in considerazione l’enorme potenziale del PEBKAC 🙂

Piccioni


Qui in ufficio aveva preso dimora una piccola colonia di piccioni. Quattro coppie che avevano cominciato a covare e in breve tempo avevano formato un’allegra colonia di una dozzina di elementi che svolazzava felice tra le intercapedini del capannone che ospita i nostri uffici.

Gru gruu gruuuu gruuuuu e scagazzate giù per il piazzale e svolazzi e bieche occhiate colombesche dai cornicioni.

Poi da ieri non se n’è visto più nessuno. Saranno migrati verso altri nidi, a rallegrare qualcun’altro, ho pensato.

Luigi arriva oggi dicendo “Ne vuoi di piccioni, sono buoni si sono morti alla cascina, erano a beccare il grano, non sono colombacci schifosi di città, più di duecento cartucce ho sparato”.

Allora ho scoperto che il comune di Larciano/San Rocco ha indetto una caccia di selezione che ha permesso l’eliminazione di più di 800 piccioni che ormai da mesi infestavano l’area comunale, creando seri danni al paesaggio urbano e all’agricoltura.

ilpost.it su kindle

Kindle è un meraviglioso dispositivo per la lettura, già lo sapete. Non esiste nessuna esperienza simile, sia via tablet retroilluminato, sia tramite altri lettori ebook a inchiostro elettronico.

Il bisogno che nasce quasi subito,  però,  è  avere una fonte di notizie fresche aggiornate quotidianamente e per questo l’offerta italiana è molto limitata, anzi, forzata alla sola Stampa di Torino disponibile in Kindle edition.

Per fortuna esiste Calibre, il perfetto compagno del nostro dispositivo di lettura preferito. Ebbene, Calibre, tra le altre cose, è in grado di scaricare ad intervalli regolari un feed rss, trasformarlo in formato mobi e consegnarlo via email al nostro indirizzo nomeutente@kindle.com.

Grazie a queste funzioni possiamo costruire il nostro aggregatore di notizie personalizzato e depositare ogni mattina le notizie sul nostro Kindle in maniera automatizzata. Chiaramente questo non è un processo facile e richiede alcuni trucchetti, ma niente di impossibile. Vediamo insieme come procedere, prendendo per esempio l’ottimo news remixer italiano ilpost.it.

Per prima cosa abbiamo bisogno di un abbonamento a Google reader. Google reader è l’aggregatore di feed rss più completo in circolazione, permette la consultazione dei feed, la loro catalogazione in tag e soprattutto la possibilità di rendere pubblici i tag selezionati. Quest’ultima caratteristica di google reader è quella che useremo per fare il parsing dei feed de ilpost.it. Di default infatti ilpost.it rende disponibile solo i primi 10 articoli nella home page, tramite feedburner. I feed sono rilasciati in maniera integrale e non troncati, quindi perfetti per la lettura del contenuto.

Usando google reader come buffer, possiamo tranquillamente aggirare questa limitazione ed attingere quindi ad un maggiore numero di feed, utile nel caso in una giornata vengano pubblicati più di 10 posts.

Per prima cosa assegniamo un tag alla fonte rss de ilpost.it, banalmente chiamata “il post”

Successivamente nei settaggi di google reader rendiamo pubblica l’etichetta appena creata.

Ed andiamo a visitare la public page dell’etichetta “il post”

Ricaviamo ora l’indirizzo del feed rss di questa etichetta fornita via google reader, cliccando sull’icona del feed rss o sul link atom feed. Ecco quello che otteniamo:

La parte che ci interessa è l’indirizzo del feed atom ovviamente. Anche qui dobbiamo adottare un piccolo trucchetto per ottenere più articoli, in quanto di default il feed atom di google reader restituisce solo i primi 20 articoli. Per ottenerne di più basta aggiungere alla fine dell’url la stringa ?n=x dove con x indichiamo il numero degli articoli desiderati. Forse è più chiaro con un esempio:

www.google.com/reader/public/atom/user/08725434140128325765/label/il%20post?n=40

Fornisce 40 articoli de ilpost.it dal più recente al più vecchio. Il limite delle API di Google è di 100 articoli, quindi abbiamo ampi spazi di manovra.

Ottenuto l’indirizzo del feed rss completo e composto dagli articoli desiderati, dobbiamo mettere all’opera Calibre.

Questa parte è un po’ hackish, vuoi perché abbiamo la necessità di avere un computer sempre acceso, vuoi perché l’ideale sarebbe farlo girare in un ambiente virtuale in modo da non occupare risorse al nostro desktop. In sostanza, dobbiamo mettere su un servizio e non tutti hanno la possibilità di avere a disposizione queste risorse.

Io per la parte Calibre mi sono affidato ad una virtual machine che avevo, sonnacchiosa, residente nello Xen qui in azienda. E’ una Lucid 10.4 desktop per la quale esistono i pacchetti di Calibre e sono installabili direttamente da software manager o via apt-get install.

Una volta installato Calibre, configuriamolo per dispositivi Kindle, in modo che crei di default files in formato .mobi. Durante il wizard ci verrà anche chiesto il nostro indirizzo @kindle.com e i parametri per l’invio dei documenti via email.

Sistemati questi parametri dobbiamo passare a configurare lo scaricamento dei feed rss usando l’indirizzo che abbiamo ricavato poc’anzi

Riempiamo i campi : titolo ricetta – articolo più vecchio – numero massimo di articoli per feed (la traduzione è alquanto bizzarra, specialmente per quanto riguarda “ricetta” che evoca, ahimè, cotto e mangiato della Parodi)

Inseriamo il titolo del feed e l’url che abbiamo ricavato dalla pagina shared item di google reader, ricordando di aggiungere ?n=x alla fine con x uguale al numero di articoli che vogliamo prelevare.

Per finire chiudiamo con il pulsante aggiungi/aggiorna ricetta e close.

A questo punto dobbiamo schedulare lo scaricamento.

Qui ho bisogno di prove sul campo. Infatti se è vero che con i settaggi evidenziati nell’immagine qui sopra recupero tutti gli articoli alle 6.00 e che grazie al parametro articolo più vecchio 1 giorno, non dovrei avere fastidiose sovrapposizioni, non ho ancora testato il reale funzionamento del processo automatizzato. Magari ne darò conto nei prossimi giorni nei commenti.

Abbiamo fatto. E’ sufficiente lasciare Calibre in esecuzione sulla macchina virtuale e terminare la sessione di desktop remoto (nx, via, siamo sotto linux o no?) e il programma dovrebbe eseguire in automatico le seguenti operazioni:

1)ogni mattina alle 06.00 scaricare i feed rss dalla nostra pagina shared items
2)controllare che non ci siano articoli più vecchi delle 06.00 del giorno precedente
3)convertire il feed xml in formato .mobi
4)inviarlo come allegato per posta al nostro indirizzo @kindle.com

A questo punto è sufficiente accendere la wifi o il 3g del Kindle per vedersi recapitare ilpost.it pronto per essere letto con soddisfazione con il nostro reader preferito.

Una considerazione finale che mi preme fare è che, molto probabilmente, questo metodo di parsing delle notizie va contro gli interessi dell’editore de ilpost.it in questo caso, in quanto in questo modo si enuclea completamente il contenuto pubblicitario, linfa di sostentamento per il sito. Ma non è una questione di furbizia per evitare noiose pubblicità, che tra l’altro ne ilpost.it non sono neppure troppo invasive, ma una semplice procedura per soddisfare un bisogno che si era manifestato per quanto mi riguarda.

E’ normale che se ilpost.it fosse stato disponibile in formato push per kindle, anche senza passare dallo store Amazon (vedi instapaper) anche ad una cifra congrua per abbonamento, avrei evitato di pensare a questa soluzione, che tra l’altro, non ho controllato, ma potrebbe già essere stata adottata da altri, documentata su blog e così via.

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.